Spiced Candied Orange Peel da Sensational Preserves (foto orrenda, mi scuso, domani rimedierò :-))
A volte capita di voler preparare una conserva, o una
ricetta da consumo immediato, e di trovarsi con degli scarti di valore. Come
nel caso di ricette che prevedano, per dire, l’utilizzo di agrumi sbucciati a
vivo: se gli agrumi non sono stati trattati è un gran peccato non utilizzare le
scorze.
Così ho voluto provare questa ricetta, il cui esito finale
mi è ancora sconosciuto, per candire le scorze in uno sciroppo speziato,
aromatico, profumato di cannella e chiodi di garofano.
Se non piacciono le spezie si possono omettere, naturalmente,
o tentare altre avventure.
6 arance, limoni, pompelmi o limette. O un misto (io
propendo per la canditura monotematica).
350 grammi di zucchero
8 chiodi di garofano
1 pezzo di cannella in canna
Primo passaggio
Dividete a metà, per il lungo, i frutti e poi in quarti,
rimuovendo le scorze in singoli pezzi, che manterrete interi (restano più
idratati, secondo me, e migliori). Io ho usato le scorze di arance che avevo
pelato a vivo per fare un chutney (della Ferber) con datteri ed altro, ed ho
tagliato i frutti in modo da ottenere i quarti di scorza come sopra.
Fate sobbollire le scorze in un po’ di acqua per 1-2 ore,
fino a quando risultino tenere. Se lavorate i pompelmi è meglio che cambiate
l’acqua due o tre volte, per dissipare l’amaro.
Scolate e riservate l’acqua di cottura, che porterete a 300
ml. eventualmente aggiungendo altra acqua, se mancante.
Versate l’acqua così misurata in una pentola pulita,
aggiungete 225 grammi (dei 350) di zucchero, le spezie e fate scaldare a fuoco
dolce, mescolando, fino a completa soluzione dello zucchero. Alzate la fiamma e
portate a bollore, immergendovi allora le bucce.
Togliete dal fuoco e versate in un contenitore a prova di
calore, coprite con carta forno e lasciate in macerazione due giorni in luogo
fresco
Secondo passaggio
Fate scolare le scorze raccogliendo lo sciroppo in una
pentola pulita, aggiungetevi il resto dello zucchero e scaldate a fuoco dolce
mescolando fino a quando lo zucchero non sia completamente sciolto. Aggiungete
allora le scorze e sobbollite per un’ora, un’ora e mezza fino a quando le bucce
non siano diventare traslucide.
Qui l'aspetto quando ancora lo sciroppo è poco concentrato:

Qui l'aspetto quando ancora lo sciroppo è poco concentrato:
Qui quasi a fine cottura:
Versate il tutto in un contenitore a prova di calore, coprite (io dapprima copro con carta forno, poi tapperò il vaso che vedete qui sopra illustrato, penso sia meglio evitare condense). E lasciate in luogo fresco, magari in cantina, per due o tre settimane.
Terzo passaggio
Scolate le bucce (tenete il residuo sciroppo, è sempre
buonissimo e potreste aromatizzarvi un tè, forse un vino caldo, una cioccolata,
vedete voi) e trasferitele su una griglia posta su un vassoio. Mettete in forno
alla minima temperatura (mai superiore a 50 gradi) e lasciarle ad asciugarsi
per parecchie ore fino a quando siano secche e non più attaccaticce.
Mettere in contenitori in strati sovrapposti, divisi da
carta forno e riporre in luogo fresco, scuro, secco. Fino ad un anno dovrebbero
mantenersi.
N.B. E’ la prima volta che eseguo questa ricetta e quindi ora non
so se il processo porterà a bucce morbide o se lo zucchero dispettoso
cristallizzerà. Se così fosse e se il gusto fosse buono aggiungerò del miele
allo sciroppo o del glucosio. Il miele l’ho felicemente aggiunto in una
canditura dello zenzero che ha avuto ottimi risultati.
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