venerdì 8 aprile 2011

L'inverno!

Così, con delle corvée paurose, ci eravamo infine attrezzati per proteggere le nostre rose più sensibili dai rigori invernali.
Ancora non sapevamo se la nostra soluzione avrebbe funzionato.
E l’inverno non è tardato

E so' indignato e vo affà er Walden nei boschi: questa intitola a "Il paese dalle ombre lunghe" e poi chiosa "con quell'ombra grassoccia lì in mezzo".

– e non ci dispiaceva punto: piantati in massa crocus e narcisi– mai abbastanza, avremmo considerato al debutto primaverile – riverniciate con l’impregnante (ad acqua) le mangiatoie per gli uccellini, comprate altre, fatte provviste di canederli di grasso e semi e di mangime, stipulati accordi di rientro serale col gattazzo sudtirolese, attendevamo che la neve imbiancasse in modo persistente il nostro giardino e il paesaggio intorno, rendendolo fiabesco.

Perché così è l’inverno, qui, alle prime avvisaglie.

aspettando il sole un martedì d'aprile

I cavallini Haflinger, a Durna in Selve – Durnwald,  dal lato opposto della valle.

Slitta? Non se ne parla nemmeno!

La chiesetta di fianco al maso.

una valle a nascondino

La strada dei taglialegna, verso il bosco.

verso il solstizio d'inverno

Il maso.

luce di neve la mattina al maso

L'incantevole signora, ladina, del maso.

dimmi di questa linea

Alberi.

ancora neve - fa un freddo becco

Tornata a casa, giusto per non congelare: ecco il cicaleccio (!) delle cincie, affezionate clienti della nostra mensa all season.
Non le vedete?  Cliccate qui.

il buongiorno della nuova stagione è un uccellino, anzi due!

E il severo guardiano dei castelli di rose, qualche tempo - e foglia - dopo, intento a vigilare fin dal mattino.

il guardiano dei castelli di rose

Oh, un guardiano da non contrariare, naturalmente.

Natura Selvaggia: Il puma delle nevi della Val Casìes

Capite cosa intenda.

Per la serie Natura Selvaggia Fratella presenta: il puma delle nevi della Val Casies: l'agguato.

Pure gli oggetti apparentemente inanimati sono a rischio.

'a sdraio tu m'hai provocato ...

Sono certa di averlo sentito parafrasare Alberto Sordi.
Sì, sì, ha detto: "'a sdraio tu m'hai provocato!" prima di passare alla rappresaglia.
Assicuro i malpensanti che al massimo m’ero bevuta una sobria birra. E una grappetta sola. Alla genziana.

Nemmeno a stomaco vuoto.

Ora di sparecchiare

O era la volta del vino con le caldarroste?

Anzi Törggelen, su braci di tralci di vite, che un amico del trevigiano ci passa, assieme ai tutoli del granturco, eccezionali per far fuoco.

caldarroste, anzi Törggelen!!!

Pronte e fumanti.

pronte fumanti!

Tornando alle avvertenze: oltre a non irritare il feroce felino, dovreste guardarvi, mentre procedete nel bianco, dal calpestare l’irascibile spirito delle nevi. Vi potrebbe inghiottire in un sol boccone!

Help me! Ghost of Snows wants to eat me!!!

Inverno, e si capisce,  è anche nevicare. E uccelli da sfamare. Con regolarità, altrimenti non si dovrebbe iniziare ad alimentarli. Non è un gioco la sopravvivenza a -30° C.
Quando il gioco si fa duro - e la neve è alta, le gazze lasciano i prati e vengono più vicine alla casa, a pietire qualche seme.
Ecco, durante una nevicata, la gazza.
La gazza e la mangiatoia I tempo.

vengo anch'io!/no tu no!/e perché?/perché no!

La gazza e la mangiatoia II tempo

a winter guest

La gazza quasi contro la mangiatoia (III tempo)

Volo Bo(e)ing Style

Niente da fare: le getterò dei semi di girasole, che tuttavia scompariranno in breve sotto la neve.

Ma il passero, felice e contento del servizio, se ne esce di volata a chiamare gli amici.

cliente soddisfatto va a chiamare amici

In seguito avremmo tentato di escogitare una mangiatoia apposita, con più spazio tra l'appiglio e il recipiente del cibo, per consentire alle gazze di sorreggersi e di giungere ai semi, al coperto.
Fatta e montata, fu ignorata dalle gazze e grandemente apprezzata, oltre che da cinciallegre e cinciarelle, da un cardellino, visto proprio oggi mentre ci stazionava per un pezzo, scofanandosi, con manifesto entusiasmo, i semi di girasole.

E a proposito dell'oggi: prometto solennemente che dal prossimo post si inaugurerà la (qui tardiva) primavera! Via libera a crocus, scille siberiche, narcisi precoci. E qualche piantina di nuovo acquisto a dare un tocco di colore. O a promettere dolci lamponi a settembre.

venerdì 1 aprile 2011

I castelli delle rose nell’inverno a – 30° C VII Parte – Ove nevica sulle protezioni quasi finite

Il giorno dopo, data astrale 22 novembre 2010, Alquanto Zampesco mi sollecita ad aprire gli occhi e, speditamente, ad aprigli la porta ché si devono, mi fa capire, controllare i confini del Territorio Suo.

SVEGLIAAAA!!!! Devo controllare se lo Smilzo è venuto nei paraggi, io!

Mi alzo, apro gli scuri e… tie’ è nevicato.

finestra e neve _7005999 come oggetto avanzato-1

Mi propongo di acquietare Zampesco, che mi estenua pigiama e polpaccio, con una scatoletta.
In attesa che le nuvole si dissolvano, come sembra. E intanto penso che giusto in tempo abbiamo finito il lavoro, stanchi morti e intirizziti, ier sera: le rose, se tutto funziona come speriamo, saranno prigioniere, ma protette, nei loro castelli fino al disgelo.

neve_3000011 come oggetto avanzato-1

Ora le nuvole si stanno sollevando: dobbiamo ancora ricoprire i tettucci a cono con delle ramaglie d’abete: per ora li abbiamo appesantiti, di modo che il vento non se li porti via, con i tubi di irrigazione. Non è un bel vedere, lo so. Ma è provvisorio: andremo da Obojes a pietire qualche frondoso ramo d’aghifoglia e finiremo.

Anzi no: qualcuno, imperterrito, insiste nella una sua proposta di rivestimento con cannicciato e si mette a trafficare come un cappellaio (matto). Si intravede un orrendo prototipo davanti a lui; voi fate finta di nulla e passiamo oltre, eh?

ultimi lavori di protezione invernale _7006430 come oggetto avanzato-1

Per chi si chiedesse quali strane salcicce avessimo appeso lassù devo precisare che trattasi di canederli extra di grasso, crusca e semi, per gli uccelletti, segnatamente per cinciallegre e cinciarelle, messi al riparo dalle intemperie e – gli uccelletti - da gattazzi di passaggio.

canederli uccellini_7006001 come oggetto avanzato-1

Le sagome scure a forma di rondine ho dovuto, mio malgrado,  risolvermi ad attaccarle a porte e a finestre, dopo aver assistito a capocciate tremende e a svenimenti di questi piccoli uccelli miei ospiti, che, ingannati dal riflesso, più di una volta han percosso duramente il vetro, credendolo aria, e rovinando a terra. Facili preda di gatti, non sia mai!
Esco e capisco perché a qualcuno non è bastata una scatoletta di puzzonissimo mangime per distrarsi: c'è la tigre Obelix che minaccia i confini!

minacce ai confini di Pummaròland: la tigre Obelix

Obelix, un gattone a palla ma timido, come mi vede torna lesto di dov'era venuto, e mi risolvo, visto che il tempo sembra rimettersi al bello, a fare uscire il nostro eroe, impaziente,

micio alla porta _7006002 come oggetto avanzato-1

ma appena fuori di convalescenza per via di una feritina alla zampa. Che stentava a rimarginarsi ed ora è stata definitivamente medicata.

mal ai pe'

Ora il nostro Zampesco potrà uscire a controllare, mentre la neve, anche stavolta effimera, si scioglie e il cielo si rasserena.
Non smettono mai di meravigliarmi i repentini cambiamenti di luce, colori (temperature!) che in questa valle si susseguono in pochi minuti.

i castelli delle rose (in divenire)

mercoledì 30 marzo 2011

I castelli delle rose nell’inverno a – 30° C VI Parte – In vista dei castelli

Dicevo della resistenza al gelo delle rose hugonis: svernano, qui, coraggiose senza precauzione alcuna, che non sia quella di assicurare i loro fusti a qualche sostegno, di modo che non siano trascinati a terra dalla neve.
Questa la loro divisa a fine novembre, dopo aver subito i primi geli e le prime nevicate.

così leggiadra, l'autunno, la rosa hugonis

E tenacemente tiene a sé, ostinato, tutte le foglie, quand’anche vessate dalle grandinate, il cornus florida rubra. Che per questo motivo va addirittura puntellato - anche a nevicata in corso - prima che il peso accumulato faccia collassare i rami fino al suolo. Qualche valligiano avrà anche assistito, penso con discreta meraviglia, allo spettacolo reso da una pazza furiosa, magari col piumino sul pigiama e pila al collo, che accorre nottetempo a scuotere il pigro cornus mentre nevica che Manitù la manda.

cornus florida rubra _7005833 come oggetto avanzato-1

I Lupini tengono botta per un pezzo ai primi geli, accendendo il loro verde.

Hydra

Per ora abbiamo finito di coprire le rose con terriccio e sabbia: l’aspetto di queste torri in reticolato verde non è dei migliori e ringrazio i gentili vicini per aver pazientemente sopportato per un paio di settimane un giardino coi bigodini. Per non dire di tutto l’armamentario di sacchi di terriccio, di sabbia, attrezzi, massi e sassi di ogni tipo accumulati per mesi, durante i lavori per i muretti, nel nostro privato dehors.
Converrete che non è un bel vedere: qui, ove il nostro gattazzo difende il suo territorio (e il suo film) dall’intrusione de Lo Smilzo, si intravede, a destra, la torre della rosa Moschata, ancora da rifinire.

'a Smilzo, fuori dal mio filmeee!

La rosa Rubiginosa, impavida, riposerà così, invece, l’inverno: al pedale un cono alto una cinquantina di centimetri di terriccio e sabbia e della paglia tutt’intorno, tenuta ferma con qualche frasca.

protezione rosa rubiginosa _7005841 come oggetto avanzato-1

Lo stesso la Rosa Nevada, piantata non molto lontano.

protezioni rubiginosa e nevada _3000006-1 come oggetto avanzato-1

Mi pare che queste ultime s’intonino con la vista della valle, spero che non dispiacciano ai vicini che hanno il giardino dietro il mio, diviso da una bassa staccionata. Ahimé a ridosso della staccionata avrei progettato, appena comprata casa, una bella siepe, decidua, per ripararmi dal vento e dagli occhi altrui. Ma così facendo avrei tolto loro gran parte della loro vista migliore e mi sono risolta, a malincuore, a piantare una siepe di basse uva spina. Rossa: gelatina eccezionale celebrata pure in un’ottimo dolce. Ricetta dal Larousse des Confitures (quella del dolce), autrice Christine Ferber.

Il mattino del 19 novembre si presenta così:

mattino grandangolo _3000001-1 come oggetto avanzato-1

Qualcuno esprime una certa perplessità circa l’estetica delle torri delle rose.

condivido non possiamo lasciarle cosi _3009997 come oggetto avanzato-1

Occorre darsi una mossa e finire prima che nevichi nuovamente in valle.
Non prima di aver dato conto della messa in fuga dello Smilzo, al termine del duello il giorno prima, mi ingiunge qualcuno con tono risentito. Mi adeguo, vista l’aria minacciosa, e pubblico immantinente.

smilzo in fuga _7005804 come oggetto avanzato-1

Quel che lo sceriffo non sa, e che spero resti tra noi, è che quel bandito dello Smilzo si è riaffacciato, poco dopo, da dietro la magnolia stellata, sul confine, appena dietro quel cumulo scuro che vedete, sotto il cui manto riposano le rose Abraham Darby e una bianca polyantha di cui non ricordo, al momento, il nome.

smilzo dietro protezioni rose e magnolia _7005849 come oggetto avanzato-1

Povere rose, queste ultime! Già molto castigate dall’inverno precedente, e trapiantate in ottobre, pure.

Il 21 novembre, presi i cannicciati e tutto l’occorrente, il cielo è livido, fa un freddo becco ma si deve continuare.

tutto quanto serve _7005928 come oggetto avanzato-1

Il cannicciato intorno alla rosa Moschata, facilmente fissato al cilindro di rete.

rivestimento moschata _7005930 come oggetto avanzato-1

Qui si vede la struttura portante del cappuccio, che è sufficiente appoggiare, dopo essersi rovinati le mani con cesoie, rete tagliente, e geometria del cono.

cappuccio rose _7005932 come oggetto avanzato-1

Il dettaglio dell'interno:

dettaglio copertura vista interno _7005933 come oggetto avanzato-1

Si misura il telo in robusta plastica, per rivestire i cappucci; sullo sfondo si vede la protezione della rosa Clair Matin.

le misure del telo in plastica _7005929 come oggetto avanzato-1

Finalmente siamo arrivati al tetto! Mi si invita a non fare la spiritosa quando arrivo con la frasca.
La posa in opera viene, dalla sottoscritta direttrice lavori, criticata: i rivestimenti andrebbero rovesciati, come da capitolato, per mostrare esternamente il lato nero.
Taccio i commenti del tecnico.

cappuccio in plastica _7005942 come oggetto avanzato-1

Il lato nero ;-D Che diamine, ci devo metter su le frasche e se fosse bianco sarebbe una ciofeca, no? Ma il tecnico preme per una sua idea di copertura, su cui sono in disaccordo.

cappuccio lato nero _7005946 come oggetto avanzato-1

Pure il cielo nereggia e annuncia maltempo. Che a novembre non può essere che neve.
Con la fortuna di qualche bel giorno in zona Cesarini mi sa che abbiamo cicalato poco e fatto le formiche assai: ora le rose sono protette anche se nevicasse e le rifiniture possono attendere.
E poi... quale neve? Stanca e contenta crollo sul letto e mi sogno l'estate.

se non li avessi seminati io ...

martedì 29 marzo 2011

I castelli delle rose nell’inverno a – 30° C V Parte – Ove si sotterrano le rose delicate

Novembre 2010, primi giorni.

Per fortuna si susseguono giornate di sole: qualcuno dà una mano a toglier l’erba dai mirtilli rossi, i cranberry di cui è tanto se si palesano due bacche, e il perché si intuisce.

basta foto _7005363 come oggetto avanzato-1

Il mattino si acquerella pian piano

uso dei carciofi nei bokeh dei giardini rocciosi _7005387 come oggetto avanzato-1

stelle alpine euchera _7005330 come oggetto avanzato-1

il mezzogiorno scrive storie d’estate

luci ed ombre _7005388 come oggetto avanzato-1

i tramonti via via più sommessi: di fiori, di verdi.

i timi _7005328 come oggetto avanzato-1

fiori in cerchio _7005341 come oggetto avanzato-1

Questi colori, queste luci sono doni rari. Ed effimeri: abbiamo giusto il tempo per circondare di reti le altre rose: la New Dawn, la Moschata, la Clair Matin, la Parkdirector Riggers, e riempire lo spazio così ottenuto con terriccio e sabbia.

Ecco, per tutte, la Moschata, assicurata a un tripode e ricoperta a tutta altezza; le altre sono ormai sistemate nello stesso modo.

dettaglio rete protezione moschata _7005291 come oggetto avanzato-1

E intanto riede a parca mensa fischiando il cacciatore, dopo la solita battuta per talpe.
Per fortuna infruttosa, come al solito.

imperdonabilmente fuori fuoco, ma quando uno vi viene incontro in questo modo e voi siete stese nel prato - tra le buazze - solo per lui con il delicato 105 mm...

Per oggi a casa, tutti, per il meritato riposo!